Era un freddo dicembre. Gli alberi del bosco si erano vestiti di candide pellicce bianche, e la terra si era coperta di un enorme strato di neve. Gli animali del bosco sistemavano le loro tane, e gli uccelli nei nidi raccoglievano rametti e foglie cadute, per non congelare in quel freddo terribile e proteggere i loro piccoli.
Un coniglietto di nome Fiocco si era costruito una casetta molto accogliente, dove trascorreva l'inverno già da molti giorni. Ed ecco che un giorno, quando il gelo cominciò a farsi pungente, una volpe bussò alla sua porta.
Il coniglio, senza nemmeno affacciarsi, gridò forte:
Chi bussa alla mia casetta?
Sono io, la volpe Rossella. Coniglio, coniglietto, fammi entrare per la notte! La mia tana, che avevo preparato per l'inverno, è stata coperta da un'enorme cumulo di neve, e non riesco più a entrarci. Fuori fa un freddo terribile, e non ho proprio dove passare l'inverno.
Ma che dici, volpe! Come posso farti entrare, mi mangeresti subito!
Rispose il coniglietto spaventato.
No no, non ti mangerò. Ti sarò molto grata, e vivremo insieme in allegria e amicizia!
Rispose Rossella, senza alcuna intenzione di ingannare il coniglio grigio.
Fiocco, senza pensarci troppo, si chiuse a chiave ben bene e rispose:
No, bugiarda! Vattene per la tua strada e non tornare mai più qui!
La volpe se ne andò per il bosco buio e innevato in cerca di un rifugio, mentre il coniglio si coricò tranquillamente a dormire.
Il giorno seguente, quando Fiocco sporse il naso fuori dalla casetta, vide che l'inverno si era scatenato completamente. Dopo aver fatto una breve corsa in cerca di cibo, il coniglietto tornò presto a casa. Si sistemò comodamente, mangiò tutte le leccornie che era riuscito a procurarsi nel bosco spaventoso, e si mise a riposare.
Passò pochissimo tempo, e qualcuno bussò di nuovo alla sua porta.
Ma chi bussa ancora, non mi lascia dormire!
Sono io, il tuo amico riccio. Fammi entrare, coniglietto, per passare la notte. Fuori fa un freddo polare, e la mia casetta è completamente coperta di rami, non riesco a entrarci.
Ma figurati! Mi pungeresti con i tuoi aculei affilati, e mi cacceresti di casa. No no, cercati un altro coinquilino, e non bussare più da me, non ti faccio entrare!
Rispose Fiocco.
Il riccio aspettò ancora un po', sperando che il coniglio grigio si impietosisse e facesse entrare l'amico del bosco per la notte. Ma passò il tempo, e Fiocco non aprì la porta.
La notte fu rigida, la neve si era accumulata così tanto che al mattino il coniglio non riuscì nemmeno a uscire dalla sua casetta. Il cibo bastava ancora per un giorno intero, quindi Fiocco decise di non uscire per non congelarsi la codina e le zampette.
E così arrivò la sera, la neve cadeva così forte che non si vedeva nulla intorno, il vento abbatteva i rami degli alberi, e per strada non si vedeva anima viva. E all'improvviso alla casa di Fiocco bussò di nuovo un ospite inatteso.
Coniglio, ehi, coniglio, mi senti? Sono io, la scoiattola Freccia, fammi entrare per la notte. Il mio albero, dove vivevo, è stato abbattuto dal vento terribile e gelido, e ora ho paura di congelare e ammalarmi.
Ah sì, bella questa! Ti faccio entrare, e tu con la tua coda pelosa mi distruggi tutta la casa, e allora resteremo sicuramente entrambi per strada. No, scoiattola, vai a chiedere agli altri animali, e non mettere più piede qui!
Le rispose Fiocco.
Così, dopo aver cacciato tutti i suoi vicini del bosco, il coniglio rimase solo nella sua tana a passare l'inverno. Proprio non voleva far entrare nessuno in casa, perché altrimenti sarebbe stato stretto, mentre così viveva da solo e nessuno gli impediva di mangiare e dormire quando voleva.
Passò un mese, poi un altro, e all'improvviso la neve lasciò il posto a una pioggia battente. La tana in cui viveva il coniglio grigio si allagò completamente, e un bel giorno la sua lussuosa e spaziosa casetta si trasformò in una profonda pozzanghera. Fiocco uscì per strada e si bagnò subito le zampe. Arrivò la sera, e di nuovo i fiocchi di neve cominciarono a cadere sulla terra fredda.
Il coniglio corre per il bosco, e pensa:
Che fare? Pensavo che fosse arrivata la primavera e che presto sarebbe stato caldo, e invece questo inverno si è scatenato di nuovo, e ora non ho dove vivere.
Il coniglio vaga tra gli alberi innevati, piange, ha freddo, e ha anche molta fame. E all'improvviso vede, davanti a lui una grande tana, e da essa spunta la coda della volpe.
Fiocco si rallegrò, corse da lei, e squittì:
Amica volpe, sono io, il coniglio grigio, fammi entrare per la notte. Qui fuori fa così freddo, mi sono congelato le zampe, le orecchie e la codina, ho paura di ammalarmi.
Ah ah ah, che ridere! Vattene per la tua strada, e non rivolgerti più a me. Quando non avevo dove stare, non hai avuto pietà di me, mi hai cacciata. Ora anch'io non ti aiuterò!
Rispose la volpe, nascondendo la sua coda rossa e chiudendo bene la porta della calda e accogliente tana.
Fiocco si mise a piangere e continuò a cercare una nuova casa. Corre tra gli alberi innevati, e all'improvviso vede, davanti a lui una bella capanna fatta di foglie e rami.
Chi vivrà qui? Busserò alla porta, forse mi faranno stare un po'. Ehi, rispondi chi vive nella capanna!
Pensò Fiocco.
Oh, sei tu, coniglietto? Perché mi svegli in una notte così fredda?
Rispose il riccio assonnato.
Sono io, il coniglio grigio. La mia tana ora si è trasformata in un'enorme pozzanghera, e adesso è completamente ghiacciata, fammi stare da te!
Neanche per sogno, non ti faccio entrare! Tu mi hai cacciato, e io non voglio più saperne di te.
Allora il coniglietto decise che doveva assolutamente trovare la scoiattola, lei sicuramente lo avrebbe fatto stare con lei. Il coniglio corre, guarda attentamente, e all'improvviso vede, su un albero siede la scoiattola che mangia una nocciola.
Scoiattola, finalmente ti ho trovata. Fammi venire da te, ho molto freddo, e probabilmente mi sono congelato le zampe e la codina.
Chiese Fiocco con la speranza di aver finalmente trovato una nuova casa.
Sai, coniglio, lo farei volentieri, ma non posso. Sono molto offesa con te, e non ti farò entrare nella mia casetta. Vai avanti, cercati una nuova casa, ma mi sembra che nessuno ti farà entrare per la notte.
Il coniglio si mise a piangere, continuò a vagare tra i cumuli di neve. Arrivò la notte fonda, e Fiocco non aveva più forze. Cadde vicino a un cespuglio, e si addormentò. E all'improvviso, nel sonno, sente che qualcuno lo tira per l'orecchio.
Allora, coniglio grigio, non hai trovato dove passare la notte? Va bene, vieni, ti ospiterò. I nostri amici del bosco mi hanno raccontato come non volevi farli entrare in casa. Io allora li ho fatti entrare tutti da me, e quando si è fatto un po' più caldo ed è venuta la pioggia, si sono tutti costruiti nuove casette e ora ci vivono.
Brontolò il grande orso bruno.
Il coniglio si rallegrò, saltò su, e seguì il suo salvatore nella tana. Arrivati alla nuova dimora, l'orso e il coniglio mangiarono abbondantemente e si coricarono a dormire. Ma Fiocco non riusciva a dormire, pensava a come non aveva fatto entrare i suoi vicini del bosco nel gelo pungente, e si mise a piangere.
Capì che bisogna sempre aiutare gli amici, perché, comportandosi in modo meschino e cattivo, era rimasto completamente solo. Ora Fiocco non caccerà mai più i suoi amici, e se gli capiterà qualcosa, andrà sicuramente ad aiutarli.