Il regalo inaspettato
20 056

Il regalo inaspettato

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Nella vita di ogni persona può accadere una vera magia, tuttavia non tutti comprendono e utilizzano correttamente il dono ricevuto dal destino. Questa fiaba un po' triste parla di quanto sia importante fare la scelta giusta per non pentirsi di ciò che si è fatto. Una storia su un ragazzo, un gattino, un tablet e naturalmente con un lieto fine.

In una famiglia semplice ma molto buona viveva un ragazzo di nome Alessandro. Aspettava con impazienza il suo compleanno, perché pensava che i genitori gli avrebbero regalato ciò che sognava e chiedeva da tanto tempo: un tablet.

E quel giorno arrivò, Alessandro era ancora a letto quando i genitori portarono a casa la tanto attesa sorpresa.

Toc, Toc, Toc, caro festeggiato!

Sussurrò allegramente la mamma.

Sì-sì!

Disse sorridendo il ragazzo.

Buon compleanno, nostro tesoro!

Dissero in coro i genitori.

Grazie, miei cari!

Rispose Alessandro.

Alessandro notò subito la scatola nelle mani del papà, ma era molto più grande di quella in cui potrebbe stare un tablet. A un certo punto qualcosa nella scatola cominciò a muoversi.

Ecco, prendi, questo è per il tuo compleanno, sii un vero amico per lui!

Disse il papà.

I genitori aprirono in fretta la scatola, e ne uscì un piccolo gattino. Era quasi tutto nero, solo alcune macchioline bianche decoravano il suo pelo.

Cos'è questo?

Chiese Alessandro perplesso e un po' arrabbiato.

È un gattino! Diamogli un nome!

Disse premurosa la mamma.

Inaspettato! Inutile! Non è quello! Io volevo un tablet! E voi cosa mi avete regalato, un gatto qualsiasi, a cosa mi serve!

Gridò rabbiosamente il ragazzo.

Ma come! Giocherai con lui, ti prenderai cura di lui, è così interessante!

I genitori furono sorpresi dal comportamento di Alessandro.

No, non lo farò! Non mi serve!

Tagliò corto Alessandro.

Miao! Mrrr!

Si sentì da qualche parte vicino.

Cosa fai le fusa!

Borbottò Alessandro.

Come faccio ora ad andare in cortile, ho già detto a tutti che mi avrebbero regalato un tablet, e invece ci sei tu!

Disse piagnucolando il ragazzo.

Ti chiamerò Sorpresa, ma per me sei una sorpresa spiacevole.

I genitori erano preoccupati che Alessandro avesse reagito così rabbiosamente al regalo, a loro sembrava la cosa migliore di cui il ragazzo avesse bisogno alla sua età, che gli sarebbe piaciuto prendersi cura del gattino. Ahimè! L'umore triste del ragazzo parlava da solo.

Alessandro sedeva sul letto, mentre Sorpresa cominciava a giocare con un filo che spuntava dal calzino del ragazzo.

Cosa fai?

Chiese perplesso il ragazzo.

Non attaccarti!

Scostò il gattino.

Ma Sorpresa non pensava nemmeno a fermarsi, ora giocava con la mano del ragazzo, inseguendola per tutto il letto.

Ehi! Lasciami stare, ti dico!

Gridò sorridendo Alessandro.

Il gattino si divertiva, e si strinse ad Alessandro, facendo dolcemente le fusa in qualcosa che somigliava a un saluto.

Va bene! Vieni qui, ti accarezzo! Non sei così male, guarda che bello sei, tutto nero.

Disse Alessandro.

Ah no, ecco anche le macchioline bianche. Ora sei il mio amico, Sorpresa!

Sussurrò il ragazzo osservandolo.

Passò un mese, e Alessandro non si accorse nemmeno di essersi affezionato al suo gattino. Era così preso dal suo amico Sorpresa che dimenticò di essere stato un tempo rattristato dal regalo di compleanno.

Tutto il giorno erano insieme, Alessandro costruì un giocattolo per Sorpresa, a forma di fiocco. Piegò la carta e la legò con un filo per fare un fiocco, e Sorpresa lo inseguiva allegramente.

Durante il pranzo Alessandro nutriva Sorpresa dal suo piatto, dandogli i bocconi più prelibati, il ragazzo non risparmiava nulla per il suo amico. E dormivano persino insieme, Sorpresa si rannicchiava accanto ad Alessandro e si addormentava dolcemente.

Una sera, quando Alessandro stava per andare a dormire, vide Sorpresa nascondere qualcosa. Era un cappellino con una grande piuma bianca.

Cos'è questo?

Si chiese Alessandro.

È il mio cappello!

Rispose Sorpresa.

A-A-A! Tu parli! Ma come! O sto sognando!

Borbottò sorpreso Alessandro.

Non sono un gatto normale, sono un gatto magico! Ti prendi così tanta cura di me, voglio ringraziarti per questo. Chiedi quello che vuoi, esaudirò tutto!

Disse orgogliosamente Sorpresa.

Davvero tutto-tutto?

Insisteva Alessandro.

Sì-sì! Assolutamente tutto!

Voglio... hmm, voglio... Voglio un tablet, lo sognavo da tanto!

Gridò allegramente il ragazzo.

Così sia!

Rispose tranquillamente il Gatto.

Sul tavolo apparve subito una piccola scatola, e Alessandro si precipitò ad aprirla.

Evviva! È il mio tablet!

Diceva Alessandro, scartando velocemente il giocattolo e già premendo sullo schermo.

Sono felice che ti sia piaciuto!

Disse il Gatto, ma Alessandro non lo sentiva più.

Era così preso dal tablet che per tutta la sera non pensò a Sorpresa. Passavano i giorni, e Alessandro trovava sempre nuovi giochi sul tablet, mentre il suo caro gattino sedeva da solo sulla poltrona, giocando solo occasionalmente con la sua codina. Ad Alessandro ora non importava di lui, il suo sogno si era avverato, si vantava del tablet per strada, e non portava nemmeno Sorpresa con sé.

Sorpresa pensò a lungo e decise di non disturbare Alessandro, scivolò tra le gambe del papà quando questi entrava in casa. Nella stanza si fece silenzio.

Ciao! Dov'è Sorpresa?

Disse il papà.

Da qualche parte qui!

Rispose Alessandro senza distogliere lo sguardo dal tablet.

Strano, non lo vedo da nessuna parte, dovresti cercarlo.

Il papà non mollava Alessandro.

Lo troverò dopo, ora ho un livello difficile nel gioco.

Borbottò il ragazzo.

La sera, quando venne l'ora di dormire, Alessandro aspettava che da un momento all'altro Sorpresa saltasse sul letto. Ma non succedeva.

Dov'è? Sorpresa! Sorpresa!

Alessandro cominciò a cercare il gatto.

Ma nessuno rispondeva. Alessandro capì che Sorpresa se n'era andato, e si rattristò. Tutta la notte ricordò come giocavano insieme, come correva con lui per la stanza, come faceva dolcemente le fusa, e Alessandro si addormentava al melodioso fare le fusa di Sorpresa.

È tutta colpa mia! Non mi serve questo tablet! Giocattolo senz'anima!

Disse il ragazzo offeso e gettò il tablet sul comodino.

La mattina, Alessandro saltò giù dal letto, sperava tanto di trovare Sorpresa, e corse velocemente fuori.

Sorpresa! Sorpresa!

Gridava il ragazzo. Ma in risposta gli arrivava solo il vento.

E poi non lontano da Alessandro si sentì:

Sono qui!

Il ragazzo alzò la testa e vide sul ramo di un albero il suo amato gattino nero.

Sorpresa! Vieni da me! Mi sei mancato tanto!

Si rallegrò Alessandro.

Come? E il tuo tablet? Sei così preso da quello che ora non hai più bisogno di me.

Diceva tranquillamente il Gatto.

No! Ma cosa dici! Mi servi, mi servi molto! Se vuoi, rompo il tablet, ma torna!

Implorò Alessandro.

Ma cosa dici! Perché rompere una cosa così utile. Nel tablet c'è così tanto di utile, oltre ai giochi, te lo mostrerò io.

Disse il Gatto scendendo e sedendosi sulle braccia del ragazzo.

Sorpresa aiutò Alessandro a trovare tante attività interessanti sul tablet, per esempio disegnare e leggere libri. E insieme a Sorpresa ad Alessandro era molto più divertente e piacevole imparare cose nuove.

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La fiaba Il regalo inaspettato è disponibile in formato FB2 per telefoni, tablet, computer e lettori di e-book.
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