In una bellissima città dal nome meraviglioso di Miracolo viveva una bambina di nome Lidia. La bambina aveva sei anni e da poco aveva iniziato la scuola, in prima elementare.
Lidia era una bambina molto sveglia e molto curiosa. Quando da qualche parte accadevano eventi interessanti, la bambina doveva assolutamente sapere tutto ed essere al centro dell'attenzione.
Lidia aveva un'altra particolarità: la bambina non credeva assolutamente nelle fiabe e pensava che tutti la ingannassero.
Una sera, quando la mamma metteva a letto la figlia e le raccontava la fiaba della Gallinella Rossa, la bambina disse indignata:
Mamma, ma cosa stai dicendo? Come può una gallina fare un uovo d'oro? Guarda dalla nonna in campagna le galline fanno uova normali, e non ci sono uova d'oro nel pollaio.
Lidia, è una fiaba! Ma devi sapere che nella vita spesso accadono miracoli e le fiabe in realtà tutti le conoscono e tutti le vedono.
Rispose la mamma alla figlia.
Oh, non ci posso credere! Anche se ho solo sei anni, conosco tutta la verità sulle fiabe. Guarda Caterina della casa accanto aveva un sogno: imparare a cantare bene. Ebbene la mamma le ha promesso che un bel giorno, quando sarebbe diventata un po' più grande, sarebbe arrivata a casa loro una fiaba e le avrebbe insegnato a cantare. E allora? Sono passati già tre mesi e Caterina come non sapeva cantare, così non ha imparato.
Scoppiò a ridere la bambina.
Beh forse non è ancora arrivato il momento, o forse non è proprio il miracolo che deve accadere a Caterina.
Rispose la mamma a Lidia.
Ogni sera la mamma raccontava alla figlia una nuova fiaba, e ogni volta Lidia dubitava che tutto accadesse davvero così come raccontava la mamma.
Una volta Lidia ascoltava la fiaba del Pesce d'Oro che poteva esaudire i desideri. La mamma si impegnava, sceglieva le storie più interessanti e desiderava tanto che la figlia credesse finalmente nei miracoli.
Ma Lidia era testarda:
Mammina, ma di nuovo racconti storie non vere! Come può un pesce parlare? È impossibile! E chi inventa queste fiabe?
Chiedeva stupita la bambina.
La mamma allargava solo le braccia, non sapeva cosa rispondere alla figlia.
E poi Lidia aveva un sogno: imparare a nuotare. Alcuni dei suoi coetanei andavano già insieme alle mamme e ai papà al fiume che si trovava non lontano dalla città, e nuotavano già senza ciambella, da soli.
La bambina si immaginava cento volte come correva nel fiume caldo e si tuffava con gli occhi aperti sott'acqua, dove si poteva osservare il bellissimo mondo sottomarino. Ma per quanto la mamma le spiegasse come doveva muovere le manine e le gambine nell'acqua, niente riusciva a Lidia.
Un giorno, quando le lezioni finirono, Lidia decise di tornare a casa non lungo la riva, ma attraverso il ponticello di legno sul fiume. I compagni di classe spesso correvano attraverso di esso sull'altra riva, ma Lidia aveva paura: il ponticello sembrava così fragile che temeva di cadere.
Ma un bel giorno la bambina decise di accorciare il percorso e di andare a casa attraverso il ponticello, sul quale erano già passate sull'altra riva le sue compagne di classe.
E così, Lidia mise piede sul bordo del ponticello, fece ancora un passettino, ancora e ancora uno, e così arrivò a metà. All'improvviso una tavola crollò, e la gamba della bambina rimase come in una trappola. Poi si ruppe ancora un'assicella e la bambina cadde direttamente nell'acqua.
Lidia sentì come l'acqua fresca le coprì la testa, e le manine e le gambine smisero completamente di obbedire alla bambina.
Aiuto!
Gridava Lidia con tutte le forze, cercando di riemergere, e immergendosi di nuovo sott'acqua.
E all'improvviso sott'acqua vide una luce brillante, e poi davanti a lei apparve una bellissima sirena. I suoi occhi brillavano di luce intensa, i capelli dorati, come onde, ondeggiavano nell'acqua, e sul viso c'era un sorriso.
Nuota, Lidia! Tu sai nuotare, tu nuoti meglio di tutti!
Pronunciò la sirena.
La bambina cominciò a muovere braccia e gambe, subito riemerse e nuotò verso la riva. Smise completamente di avere paura, capì che aveva imparato a nuotare e non aveva più nulla da temere.
Uscendo sulla riva, guardò nell'acqua. Ma lì non c'era più né la bellissima sirena, né la luce brillante degli occhi radiosi della bella ragazza che Lidia aveva appena visto. E solo coraggio e fiducia in se stessa apparvero in Lidia.
Ripresasi un po', Lidia si avviò verso casa.
Perché sei tutta bagnata?
Chiese stupita la mamma a Lidia.
Mamma, mammina, ho visto una fiaba! Mi ha aiutato a imparare a nuotare e ora non ho paura di tornare a casa attraverso il ponticello. Era sicuramente una fiaba, ne sono certa. Era così bella, con occhi gentili e un sorriso radioso. Come ho potuto prima non credere nei miracoli!
Da allora Lidia sapeva che la fiaba sarebbe sempre stata vicina e avrebbe sempre aiutato. La fiaba aiutò la bambina a credere nei miracoli che accadono nella vita di ogni persona.
Spesso le fiabe per bambini ci aiutano a imparare a credere nei miracoli che accadono ogni giorno. Basta solo credere e i sogni cominceranno ad avverarsi!