In una città viveva una piccola e allegra Fonte. Dal mattino alla sera le sue acque scorrevano per i bisogni dei cittadini. Loro lavoravano duramente, e la Fonte sapeva che senza la sua acqua le persone semplicemente non potevano sopravvivere, e faceva del suo meglio. Era un lavoro difficile, perché gli Astuti volevano bloccarle la strada e usare l'acqua vitale per se stessi. Ma la Fonte sapeva che doveva farsi strada, portare l'acqua alla gente, a qualunque costo.
La Fonte correva felicemente fino a un grande lago e si riposava, dissolvendosi in esso. Ma ogni giorno, all'alba, ricominciava il suo cammino. Un giorno, distratta a guardare come le nuvole si riflettevano giocosamente in lei, non notò il pericolo e cadde in una grande botte di legno, riempita per metà di acqua stantia e fetida.
Perché mi hai svegliato, Acqua Veloce?
Chiese la massa scura e puzzolente.
Mi scusi, naturalmente
Disse la Fonte Vivente
Ma come potete vivere così?
E allora?
L'Acqua Pesante si sollevò pigra
Tu sei libera, ma io non posso cambiare nulla... Ah
Sussurrò pensierosa, rilasciando dalla bocca bolle scure e pesanti
Magari fossi libera, potessi andare dove voglio, fare quello che voglio.
Allora perché vivi nella botte? Vattene da lì!
Disse la Fonte Vivente.
Non posso, è il mio posto!
Disse l'Acqua Pesante con rassegnazione.
Ma che dici!
Gridò la Fonte Vivente e sbatté arrabbiata un'onda
Ti aiuterò a scappare da qui, ma in cambio promettimi che quando qualcuno verrà da te per aiuto, tu aiuterai chi è in difficoltà. Ma prima dimmi: sai ascoltare gli altri?
Non lo so
Tremò l'Acqua Pesante dall'eccitazione della libertà.
Bene, per cominciare, ti aiuterò a scappare da qui e a diventare un'acqua forte e pura. Devi correre e correre finché non avrai aiutato tre Regni.
E se non ce la faccio?
Allora ti trasformerai per sempre in una palude pesante e puzzolente.
L'acqua non voleva diventare una palude, e inoltre le dava fiducia il fatto di non essere sola, con lei c'era la Fonte Vivente. Molte difficoltà e prove toccarono in sorte all'acqua della botte, ma si diceva: "Devo farcela, devo!".
Passò molto o poco tempo, ma un giorno l'acqua della botte sentì la gente dire: "Guarda, guarda, che bella Fonte!". L'acqua si girò per rallegrarsi per l'amica Fonte Vivente, ma non vide nessuno accanto a sé. E capì che era lei che la gente chiamava Bella Fonte.
Allora la Fonte Vivente è un'astuta, a quanto pare ho ottenuto tutto da sola, a quanto pare posso fare molte cose anch'io. Resterò a vivere in questi bellissimi luoghi, dove ci sono così tante persone buone, laboriose e premurorse. Loro si prenderanno cura di me, e io mi prenderò cura di loro. Perché la mia forza è infinita, questo sarà il mio segreto per la gente, il mio messaggio segreto della vita!