Era una giornata soleggiata e gelida. La neve brillava sui rami degli alberi. Silenzio… Solo da lontano si sentivano appena le voci degli uccelli. Svegliandosi, Vera capì che era iniziato un nuovo giorno. Vera era il nome di una piccola bambina dai capelli biondi, magra, straordinariamente vivace e allegra, con una risata cristallina. E Vera amava molto disegnare. Sognava di toccare un miracolo.
Ogni notte la bambina chiedeva ai cieli di aiutarla. Il fatto era che Vera era cieca dalla nascita. Non aveva mai visto il mondo intorno a lei, lo conosceva solo attraverso odori, sapori, sensazioni e suoni. Ma desiderava così tanto svegliarsi un giorno, aprire gli occhi e vedere sopra di sé il cielo blu infinito, il sole splendente, i fiori meravigliosi, la neve bianchissima. E soprattutto, naturalmente, sua madre. La bambina non aveva mai visto né conosciuto sua madre, viveva in un orfanotrofio.
Vera continuava a disegnare. Sì, non vedeva, ma la sua anima era così pura e aperta che i disegni apparivano da soli sulla carta ed erano straordinariamente vivi e luminosi. Dio non le aveva dato la vista, ma le aveva regalato qualcosa di più importante: la capacità di amare e sentire, la capacità di gioire della vita, nonostante tutto.
Un giorno accadde qualcosa che capovolse completamente il mondo di Vera. Tardi la sera, la bambina, come al solito, si preparava a dormire. Non appena chiuse gli occhi, le apparvero diverse visioni: le luci delle grandi città, flussi di macchine che passavano in una fila infinita davanti alle sue finestre, l'erba verde brillante, i meli in fiore, le farfalle colorate che svolazzavano, il mare blu sconfinato. Queste visioni catturarono così tanto Vera che non voleva aprire gli occhi.
«Che mondo meraviglioso e bellissimo, pieno di miracoli! — pensava la bambina. — Vorrei che fosse sempre così». Improvvisamente, in mezzo a tutta questa bellezza terrena, Vera vide una silhouette che si avvicinava lentamente a lei. Era una donna. Più si avvicinava a Vera, più diventava chiaro che era sua madre. Anche se Vera non l'aveva mai vista e non la conosceva, il cuore della bambina sentì che era proprio così.
«Mamma! Mammina! Sei tu?», — la bambina corse incontro alla donna.
«Sì, cara, sono io», — rispose la madre, sorrise teneramente e abbracciò Vera, che si sentì così calda e al sicuro.
Ma la notte stava finendo. La bambina sentì qualcosa che la spingeva. Le visioni scomparvero. Si svegliò. Lacrime calde scorrevano sulle sue guance.
«Mammina…», — sussurrò dolcemente Vera.
«Sono qui», — improvvisamente risuonò una voce così cara e amata. «Ora sarò sempre accanto a te, cara». Vera sentì braccia tenere che l'abbracciavano e la stringevano a sé.
«Mamma, dove sei stata tutto questo tempo?», — singhiozzava la bambina.
«Una volta ho commesso un grande errore. Perdonami. Gli angeli mi hanno parlato di te e sono tornata. Non scomparirò più», — il pentimento e il sollievo si sentivano nella voce della donna.
«Gli angeli non dormono mai», — sussurrò Vera.